FESTA DELLA N’DENNA 2026

Le prime tre domeniche di giugno, il borgo lucano si anima con il tradizionale “matrimonio” tra la ’Ndenna e la Cunocchia: un rito che unisce comunità, natura, musica popolare e devozione, trasformando il paese in un’esperienza autentica da vivere e condividere.

📍𝟕-𝟏𝟒 𝐞 𝟐𝟏 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 torna uno degli appuntamenti più suggestivi, capace di attirare l’attenzione di viaggiatori e curiosi alla scoperta delle tradizioni autentiche del territorio.

segui questo link per aggiornamenti ed ulteriori dettagli sul rito della Ndenna……,

💣 Il 𝟐𝟏 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 a 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐬𝐚𝐫𝐚𝐜𝐞𝐧𝐨 arrivano i 𝐓𝐇𝐄 𝐊𝐎𝐋𝐎𝐑𝐒!

L’Associazione Pro Loco Castelsaraceno APS ha avviato una 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 finalizzata all’assegnazione di 𝐧. 𝟏𝟐 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 destinate alla somministrazione di alimenti e bevande in occasione della 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 ‘𝐍𝐝𝐞𝐧𝐧𝐚, in programma nei giorni 𝟐𝟎 𝐞 𝟐𝟏 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔.

L’iniziativa è rivolta agli operatori economici in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività.

L’assegnazione avverrà secondo l’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐜𝐫𝐨𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 delle domande e sarà riconosciuta 𝐩𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ agli operatori aventi sede legale, sede operativa o residenza nel 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐬𝐚𝐫𝐚𝐜𝐞𝐧𝐨.

💚 𝐕𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨. 𝐍𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐭𝐞𝐯𝐞𝐥𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞!

Si Rinnova l’antica Tradizione del Rito Arboreo della ‘Ndenna in Onore del nostro Patrono S. Antonio da Padova .

🪵 Domenica 7 giugno 2026 – taglio e trasporto della ‘Ndenna.

🌲 Domenica 14 giugno 2026 – taglio e trasporto della Cunocchia.

💍 Domenica 21 giugno 2026 – matrimonio arboreo, innalzamento e festeggiamenti.

La festa della ‘Ndenna è il cuore della vita associata di Castelsaraceno. Attorno ad essa si sprigionano forza, coesione sociale, devozione religiosa e sacro rispetto per il contesto naturale che circonda il borgo. È una festa antichissima, tanto da non conoscerne le origini, che si rinnova ogni anno a giugno, in onore di Sant ’Antonio da Padova, attraverso i ricordi che vengono regalati di generazione in generazione, dai nonni ai nipoti. Nelle prime settimane di giugno si celebra l’amore con un vero e proprio matrimonio tra la ‘Ndenna (il faggio, che rappresenta lo sposo) e la Cunocchia (in genere il pino, che rappresenta la sposa).

Un antico rito che si rinnova da generazioni e che rimanda ad una tradizione dall’enorme valore storico e antropologico. Quest’anno si riparte con 3 giornate all’insegna della musica, della tradizione e della convivialità.

La prima giornata è dedicata allo sposo. Dopo la funzione religiosa, tutti gli abitanti di Catelsaraceno si recano al vicino bosco Favino, ai piedi del Monte Alpi, dove scelgono il faggio più bello, più dritto, più maestoso tra tutti. Una volta individuato, tutti si avvicinano all’albero e si procede al taglio. Lo stesso avviene per gli alberi più piccoli, le cosiddette proffiche, che si adagiano al suolo emulando la ‘Ndenna. Dopo una sosta per riprendere le forze – con una sorta di pic nic collettivo in cui si condividono piatti a base di peperoni, carne fritta, salumi, il tutto accompagnato dall’ottimo vino locale – si prosegue con una discesa traballante sui sentieri del bosco, con la Ndenna trasportata dai buoi con l’aiuto delle pannodde. Nelle prime ore della sera, lo “sposo” fa il suo ingresso trionfale nella piazzetta di S. Antonio e la folla si apre al suo passaggio. Viene adagiato in un angolo della piazza, dove attende con pazienza l’arrivo della sua sposa.

La stessa attenzione viene riservata alla Cunnocchia, che nella seconda giornata di festa, tra canti e balli al ritmo di zampogne e altri strumenti tradizionali, viene scelta e tagliata sul monte Armizzone. Per lei, giovane e leggera, tutto si ripete: stessa gente, stesso percorso, stessi sorrisi e stesso cibo. Dopo essere stata legata con cura dagli anziani, scende dalla montagna sulle spalle dei più giovani, forti ma anche premurosi, perché neanche un ramo deve essere sciupato: la sposa deve arrivare intatta davanti alla ‘Ndenna.

All’alba della terzo giorno, alla presenza di piccolo gruppo di cittadini mattinieri, quasi a simboleggiare l’intimità dell’unione, si dà inizio al matrimonio. Dopo aver legato ai rami della chioma delle tacche (cartellini di legno abbinati a premi) nel pomeriggio si procede all’innalzamento degli alberi con le apposite proffiche disposte a cavalletto e con l’aiuto delle corse. Una decina di persone, generalmente i più forti ed esperti tra gli abitanti del borgo, procede al sollevamento dei due alberi, tra incitamenti, issa, grida e applausi della folla. Finalmente la ‘Ndenna si erge diritta, al centro della pizza, come un gigante che osserva tutto il borgo. A quel punto i più audaci procedono alla scalata della ‘Ndenna, a mani nude e con scarpe da ginnastica. Solo il primo che riesce a prendere la tacca della Cunocchia si aggiudica i premi.